• 1913 – La nascita del Calcio Toscano

Nel 1913, per la prima volta quattro squadre toscane partecipano al campionato nazionale nel raggruppamento centro-meridionale ed anche a Massa si incomincia a giocare a calcio.

In quell’anno, in città, erano presenti due società sportive: la “Società Sportiva Forza e Coraggio” e la “Società Sportiva Pro Massa”.

Dietro l’odierno ospedale, lungo il canale delle Grondini esisteva un enorme spazio denominato Piazza d’Armi; serviva, infatti, per manifestazioni militari. Il terreno era pieno di ciottoli, ma dotato di fondo ghiaioso in grado di assorbire grandi quantità d’acqua, permettendo il gioco anche dopo un acquazzone; non era livellato, anzi presentava una leggera e percettibile pendenza, ma era già un lusso poterlo usare senza problemi e così diventò il primo campo da gioco del calcio massese.

I primi giocatori erano studenti e borghesi. Il calcio non era popolare come il ciclismo ed era ancora solo un fenomeno d’élite. La costruzione del campo da gioco era semplice e spartana; con tre legni erano montate le porte, ovviamente senza rete e righe di demarcazione e ci si spogliava al bordo del campo delimitato con la punta di un bastone.

  • 1914 – La prima partita ufficiale in Toscana

La prima partita giocata risale al 15 febbraio 1914, quando in Piazza d’Armi la “Società Sportiva Forza e Coraggio F.B.C.” incontrò lo “Sporting Club di Querceta”, e quindici giorni dopo ci fu la prima vittoria della storia del calcio massese ai danni della “Giuseppe Cei” di Pietrasanta.

  • 1915 – Il primo derby della storia massese

Il 29 marzo 1915 la “S.S. Forza e Coraggio” cambiò nome in “Massa Football Club” e poco tempo dopo la sua nascita ci fu una crisi a livello gestionale, i giocatori erano in soprannumero tanto da portare ad una scissione della società: nacquero così la “S.S. Pro Massa” e la “U.S. Massese”.

Il primo derby della storia calcistica massese si ebbe, invece il 5 aprile 1915 quando la S.S. Pro Massa incontrò la Polisportiva Carrarese.

  • 1919 – La nascita della Massese

Dopo il conflitto bellico nasce la “S.S. Juventus Massa” che continuerà la tradizione calcistica cittadina.

Nel 1921 la signora Claudina Banfi, proprietaria del Cotonificio al Forno, acquistò il terreno di Via Marina Vecchia dai signori Pelù per donarlo al Comune di Massa alla simbolica cifra di una lira, affinché si destinasse quell’area a campo sportivo. Il piccolo impianto venne denominato “Dina dalle Piane” in omaggio alla figlia del mecenate che lo volle. Nel secondo dopoguerra venne recintato il terreno di gioco e furono costruite alcune tribune, che sostituirono quelle in legno già esistenti.

Nello stesso anno la S.S. Juventus Massa, colori bianco e verde, iniziò la sua attività ufficiale disputando sei campionati.

  • 1926 – La radiazione

Nel 1926 la S.S. Juventus Massa venne radiata dai ranghi federali per incidenti verificatisi nella partita con il Pietrasanta. Nel 1927 il calcio era virtualmente sparito dalla scena cittadina, ma la compiacenza del regime fascista permise la costituzione di una nuova società sportiva, la “S.S. Angelo Belloni”, per onorare la memoria del terzino biancoverde morto per malattia in Libia.

  • Gli anni ’30 e la sospensione dell’attività sportiva

La squadra venne iscritta al campionato Toscano di Terza Divisione e nel 1932 ottenne la seconda promozione della sua storia finendo in Prima Divisione. Ma nel 1935 anche per la Belloni arrivarono momenti difficili. Ci fu una sospensione dell’attività sportiva soprattutto a causa della forzata partenza di molti giocatori per la Guerra d’Etiopia con l’avallo delle autorità fasciste cittadine.

  • Gli anni ’40 e la Seconda Guerra Mondiale

Dopo un’altra sospensione forzata a causa della Seconda guerra mondiale, nel 1944, dopo l’arrivo in Toscana delle forze alleate, la società si libera dei dirigenti in camicia nera e della denominazione fascista e la società è rinominata “Unione Sportiva Massese Juventus”.

L’amicizia tra uno dei fondatori della società e l’allora presidente della F.C. Juventus di Torino, nata su una cortesia offerta a quest’ultimo in tempo di razionamento bellico, portò a contraccambiare con l’invio di materiale sportivo da Torino, tanto da far diventare i colori ufficiali della Massese il bianco e il nero. La giovane società calcistica diede ottimi risultati, in Serie C nella stagione 1946-47 sfiorò la promozione nella serie cadetta e fu definita da tutti la più forte di sempre. I migliori elementi vennero presto ceduti alle toscane di A e questa fuga di talenti determinò un passo indietro di categoria agli inizi degli anni cinquanta.

  • Gli anni ’60, ’70, ’80 e la promozione in Serie B

I massesi dovettero aspettare la stagione 1964-65 per vedere riaffacciare la squadra in Serie C fino alla storica promozione in B del 1969. La permanenza in B durò poco per una serie di errori dovuti soprattutto all’inesperienza dell’ambiente. L’anno seguente alla retrocessione, la società tentò invano di ritornare nella cadetteria, ma le ambizioni di pronta risalita svanirono quasi subito.

Di nuovo nella serie inferiore, la formazione si avvicenderà più volte tra alti e bassi fino ad arrivare alla Serie C1. Una delle stagioni maggiormente positive in questo periodo fu certamente quella 1987-1988 in cui la Massese si schierava generalmente con Vavoli in porta, Marin, Cecchini, Corsini, Bertocchi, Ponti, Pisasale, Tonin, Garfagnini, Del Francia e Guidugli. In questa stagione in Serie C2 arrivò sino allo spareggio-promozione perso ai rigori contro il Montevarchi ad Empoli.

  • 2008 – Il fallimento

Il 12 agosto 2008 il T.A.R. sancisce l’esclusione della Massese dal campionato di Serie C1, spingendo di nuovo il sodalizio bianconero nei dilettanti della Serie D.

La nuova stagione inizia tra grandi difficoltà tecniche e di preparazione e così la formazione bianco-nera riesce a totalizzare appena 3 punti nell’intero girone d’andata rendendo praticamente impossibile la permanenza in categoria, retrocedendo così con diversi turni d’anticipo in Eccellenza realizzando soli 3 punti dovuti a 4 punti di penalità.

  • 2009 – La rinascita

La FIGC, con comunicato, ha assegnato nel 2009 alla S.S.D. Massese il titolo sportivo della fallita “U.S. Massese 1919”. La nuova società riparte dall’Eccellenza Toscana.

Nella stagione 2009-10 la Massese si qualifica per i play-off per tornare in Serie D. La squadra gioca i play-off con il Camaiore ma senza centrare la promozione.

  • Dal 2010 a 2018

La Massese nella stagione 2010-11 in Eccellenza Toscana arriva seconda in classifica alle spalle della capolista Pistoiese, nei play off affronta i versiliesi del Pietrasanta Marina, ma anche questa volta i bianconeri vengono beffati nel finale.

Nell’Eccellenza Toscana 2011-2012 giunge terza in classifica (a causa di una penalità, dopo aver chiuso al secondo posto come punti conquistati sul campo). Riesce poi a vincere i play-off del girone A; in semifinale nazionale supera i romagnoli del Misano e accede alla finale contro i sardi dell’Olbia che sconfigge 3-0 nella gara di ritorno dopo aver perso l’andata 1-2: la Massese torna in Serie D dopo tre anni[1]. In questa stagione la Massese è stata nominata come la migliore squadra toscana a livello dilettantistico. Nel luglio 2013 acquisisce il settore giovanile dello Sporting Massese. Nella Serie D 2013-2014 la Massese arriva terza nel girone D dietro a Lucchese e Correggese e svolge i play-off con il Thermal Abano Teolo, vincendo 4-2 in trasferta. Dopodiché la Massese perde per 4-0 al secondo turno contro la Correggese.

Nella Serie D 2014-2015 i massesi vengono eliminati al primo turno dei play-off dal Ponsacco per 8-5.

Nel 2015 vince il campionato provinciale con la squadra esordienti B.

Nel maggio 2016 vincendo i play out contro lo Scandicci mantiene il diritto a partecipare al campionato di serie D dove milita anche nelle stagioni 2017 e 2018.

  • Ai giorni nostri

Nel 2019 la Società ha di nuovo gravi problemi finanziari e nonostante i tifosi riescano a salvarla dal fallimento la squadra viene retrocessa in Eccellenza.

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